“Aux captifs la libération”

Catherine: “Continuo ad andare all’associazione “Aux captifs la libération”  [1] Raggiungo Valgiros,la casa dove convivono, insieme ai  volontari, persone che cercano di uscire dalla “vita di strada” . I volontari sono spesso dei giovani professionisti che, pur mantenendo la loro professione, vivono a Valgiros e, alla sera e nei fine settimana,  seguono le persone che vi sono ospitate

L’accompagnamento educativo è svolto da assistenti sociali o educatori, durante gli orari diurni, dal lunedì al venerdì. Il mio compito è quello di essere a disposizione delle persone che desiderano parlare, inoltre assicuro una presenza nel grande soggiorno o nel giardino, durante la giornata. Sovente si tratta anche di smorzare la violenza, quando sento che sta per scatenarsi; bisogna proprio essere presenti per incontrare le persone durante tutta la giornata, oppure, in altri giorni, si tratta solo di essere disponibili e di aspettare

Sono impegnata nel quartiere con una Associazione che propone corsi di Francese per persone straniere. Quest’anno mi hanno dato un gruppo di donne che sono proprio al primo livello di conoscenza della lingua, il che è molto impegnativo, per me e per ciascuna di loro! Però questi incontri settimanali mi entusiasmano moltissimo. Dopo qualche mese si crea uno spirito di gruppo e nasce spontaneo l’aiuto reciproco tra tutte le partecipanti. Questi scambi tra donne magrebine, asiatiche, bulgare, serbe, turche, sono una vera benedizione per me, una vera esperienza del vivere insieme. Penso che, attraverso questo genere di attività e di incontri, nei nostri quartieri possono crescere la pace e la tolleranza. Certo, siamo differenti, ma siamo anche tutte donne con gli stessi problemi, per i figli, per le difficoltà economiche e tutte godiamo della gioia di incontrarci. Per alcune i progressi in francese sono evidenti, per altre si tratta piuttosto di un primo passo in un ambiente sconosciuto, dove si deve imparare tutto e cercare di capire qualcosa. Quest’anno quasi tutte le mie “allieve” sono del nostro quartiere, ci incontriamo al supermercato, sul tram, per strada … ed è gioia reciproca! Confesso che la partecipazione al centro sociale e gli incontri occasionali che faccio nel quartiere mi aiutano veramente a vivere la dimensione interculturale che, sotto diversi aspetti, è comunque difficile da vivere nel quotidiano.

Occompagno il gruppo di catecumenato degli adulti, con una laica e il prete della parrocchia. E’ motivo di gioia, ma anche di preoccupazione, quando vedo che qualcuno non partecipa o si ritira. Però, vedere l’azione dello Spirito e della Parola di Dio nei cuori che si aprono, è veramente motivo di grande ringraziamento. Durante la veglia Pasquale, sei giovani donne, provenienti da paesi e situazioni diverse, hanno ricevuto il battesimo, dopo una buona preparazione. E’stato veramente bello!

Sono abbastanza presente nella parrocchia perché ho l’incarico di seguire i lettori delle liturgie e il gruppo di animazione pastorale, tutte occasioni di relazione e di incontri.”

[1] Associazione fondata nel 1981 con lo scopo di incontrare e accompagnare le “persone della strada”.

 

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