A Roma per incontrare il papa

Piccola sorella Anna racconta di un viaggio a Roma … inatteso e ricco di incontri, scoperte, meraviglia ….

All’inizio di maggio una amica, volontaria al carcere come me, mi parla del papa che vuole incontrare i figli dei detenuti. Per saperne di più mi manda poi una mail con il comunicato del ministero della giustizia, dove non si spiega gran che, però si dice che i bambini di persone detenute in carcere sono invitati in Vaticano il 30 maggio, accompagnati da un parente. Penso subito alle donne che incontro ogni settimana alla prigione. I loro figli però sono tutti lontani, alcuni sono in affido presso altre famiglie e altri sono persino adottati. No, questa proposta non le riguarda, anzi non ne parlerò nemmeno con loro, non voglio aprire delle ferite molto dolorose !….

 

Però, ripensandoci, nel nostro quartiere ci sono parecchie famiglie con un membro agli arresti domiciliari. Forse i loro bambini potrebbero partecipare …. Telefono al carcere e parlo con l’assistente sociale incaricata della questione ed ecco che mi ritrovo di punto in bianco referente per il nostro quartiere.

Bisogna far conoscere l’iniziativa, prendere le iscrizioni, dare le informazioni. Chiedo aiuto a due comunità religiose che abitano nel nostro quartiere e che conoscono molte famiglie, e ad un’altra suora che è pure volontaria al carcere. Abbiamo solo due settimane di tempo per prendere le iscrizioni e passarle all’ufficio del carcere.

Comincio a dirlo a qualcuna delle nostre vicine, ma le sento un po’ diffidenti … prendono delle scuse per non venire … Sono tentata di lasciar cadere … e poi qualche giorno dopo arriva a casa una giovane donna che, incoraggiata dalle suore di San Vincenzo, vorrebbe iscriversi con i suoi due bambini. Dopo di lei ne arriva un’altra … e poi la sua amica … e poi sua cugina. Alla fine arriviamo ad avere una quarantina di nomi, fra bambini e parenti accompagnatori, di cui la maggior parte sono delle giovani mamme.

Seguono una serie di telefonate … l’ufficio del carcere ha qualche difficoltà organizzativa … è un susseguirsi di informazioni e contro-informazioni, che io a mia volta devo trasmettere alle mamme dei bambini. Poi, in seguito alla visita di una delegata del Vaticano, cambiano ancora le regole per partecipare e devo chiamare di nuovo le famiglie ….

Ma il giorno si avvicina, l’emozione cresce, tutti sono impazienti e felici di andare a Roma … quasi quasi mi dispiace di non avere parenti in carcere, per poter avere diritto anch’io di partecipare a questo viaggio speciale!

Ma ecco che una telefonata dal carcere mi domanda se sono disponibile per essere referente per un vagone del treno. Certo che sì !!! E anche Carla, la mia consorella, che pure visita i detenuti, potrà partecipare !

Nel frattempo incomincio a capire un po’ di più in quale faccenda sono andata a ficcarmi. Da tre anni il  “Pontificio Consiglio della Cultura” organizza delle visite per bambini svantaggiati, perché possano incontare il Papa (Benedetto XVI il primo anno e poi il papa Francesco nei due anni seguenti). Le Ferrovie dello Stato mettono a disposizione gratuitamente un treno e forniscono i pasti. Il primo treno del 2013 è partito da Milano, passando da Bologna e da Firenze e portava bambini separati per vari motivi dalle loro famiglie, accolti in comunità e accompagnati dai loro educatori. La seconda volta, nel 2014, sono stati invitati i bambini delle scuole del quartiere Sanità di Napoli, accompagnati dai loro insegnanti. Quest’anno il “treno dei bambini” trasporterà i figli dei detenuti della Puglia, accompagnati da un familiare. Partenza: Bari, arrivo direttamente in Vaticano, senza altre fermate intermedie.

Queste donne e questi bambini, che tanto spesso si vergognano della loro situazione familiare, per questa volta si sentono veramente privilegiati!

Eccoci dunque alle cinque e mezza del mattino alla stazione di Bari. I referenti dei vagoni hanno una maglietta rossa (e dunque anche io e Carla!) e poi ci sono gli animatori con la maglietta gialla ; loro hanno il compito di far giocare i bambini durante le quattro ore e mezza di viaggio. Ogni bambino ha il suo badge appeso al collo con un nastro rosso, mentre il badge degli adulti accompagnatori ha il nastro blu.

Sul treno c’è un gran numero di ferrovieri sorridenti, pronti a rendere servizio, a offrire aiuto e leccornie in abbondanza. Distribuiscono a ciascuno un cappellino rosso con il logo delle Ferrovie dello Stato.

Le oltre quattro ore di viaggio, che sembravano tanto lunghe passano in un batter d’occhio, fino a quando il treno si ferma …. proprio dietro la basilica di S. Pietro. C’è un sacco di gente ad aspettarci. Ci sono i figli dei detenuti di Rebibbia, venuti con i pulman, poi dei prelati, dei monsignori con i bottoni rossi, dei frati e dei laici francesi con una maglietta dove c’è scritto « Parvis des Gentils » (Cortile dei Gentili).

Ci accompagnano dentro a uno dei tanti cortili e offrono ai bambini degli aquiloni, con i quali potranno accogliere il Papa.

Poi entriamo nell’atrio della sala Nervi, allestito per accoglierci, siamo poco più di 300, non molti rispetto alle grandi folle di piazza S. Pietro ! C’è uno spazio in mezzo per i bambini e poi tutt’intorno delle transenne dietro le quali ci sistemeremo noi adulti. L’attesa è un po’ lunga, ma ecco che alle 12 in punto arriva il Papa. Per tutti è una grande emozione vederlo così vicino, così abbordabile, che si lascia toccare e abbracciare dai bambini! C’è una levata generale di cellulari, ognuno vuole fissare con una foto questo momento memorabile, per la Storia

Anche fra i bambini i più grandicelli fanno delle foto, ma i piccoli non si preoccupano della Storia, gli vanno incontro, lo vedono come un nonno, gli parlano … non ci è dato sapere che cosa si dicono … Poi il Papa fa un piccolo discorso, semplice, dialogando con i bambini, dice la bellezza di volare alto come gli aquiloni … poi vuole incontrare ciascuno degli adulti. Dietro le transenne, ognuno può stringergli la mano, dirgli una parola, chiedergli una preghiera, sui volti di queste giovani mamme scendono le lacrime, di gioia … quelle che hanno i bimbi più piccoli in braccio glieli porgono, il Papa li bacia, fa una carezza o una piccola croce sulla fronte. Per ciascuno ha un sorriso, una esclamazione, una parola.

Io mi tengo un po’ dietro, non voglio buttarmi nella calca, questo incontro è per loro, ma mi rallegro di vedere la gioia che li abita, benedico il Signore per questo uomo che mostra così bene il suo Amore e la sua Misericordia.

Qui non sono le parole che contano, ma è la qualità dell’incontro, un incontro che dona dignità. Ciascuno si sente amato e accettato per quello che è.

Dopo un’oretta, il Papa se ne va. Saluta con la mano, la gente applaude.

Nella stessa sala ci hanno preparato un buffet, c’è da mangiare in abbondanza per tutti … mi ricordo le feste ad Haiti e in Madagascar!

Poi andiamo fuori, a fare una passeggiata nei giardini vaticani, fino alla grotta di Lourdes, in cima alla collina. Tutto è pulito e ordinato, gli alberi, i prati, i fiori … i bambini portano un po’ di scompiglio, ma anche tanta vita! Credo che non succeda spesso, qui, di veder correre dei bambini e di sentire le loro grida!

Verso le 15 eccoci di ritorno al treno, che è sempre là, dietro San Pietro, ad aspettarci da questa mattina. Col cuore colmo di gioia ciascuno riprende il proprio posto. I più piccoli si addormentano, ma la maggior parte dei bambini gioca, hanno dei nuovi amici, compagni di un viaggio che probabilmente resterà unico nelle loro vite.

Anche le mamme hanno superato le diffidenze iniziali e ora si raccontano le loro storie: i lunghi viaggi per raggiungere il carcere, le violenze del marito, la fedeltà che dura malgrado gli anni di separazione, i problemi con i figli, le difficoltà con le assistenti sociali, con la scuola, la mancanza di lavoro … Ma ora si sentono meno sole, altre donne portano gli stessi pesi ed hanno le loro stesse preoccupazioni … E il papa, sicuramente oggi pregherà per loro, come loro pregheranno per lui.

 

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