Charles de Foucauld

Charles de Foucauld, la nostra fonte spirituale (1958 – 1916)

Una vita interamente donata, alla ricerca dell’imitazione del suo diletto Signore Gesù.
Si definirà “monaco-missionario”

La sua vita :

Charles de Foucauld nasce a Strasbourgo (Francia) nel 1858 da una famiglia aristocratica. Rimane orfano a 6 anni  e viene affidato, assieme alla sorella Marie alle cure del nonno paterno.

Durante l’ adolescenza si allontana progressivamente dalla fede. Intraprende la carriera militare, come è usanza nella sua famiglia, ma senza interesse.   E’ insoddisfatto … cerca un senso alla sua vita!
Per sfuggire al sentimento di vuoto, organizza con gli amici delle feste. È  conosciuto come amante del piacere e della vita facile, viene espulso dall’esercito per indisciplina.

 Quando il suo reggimento viene inviato in missione in Algeria chiede lui stesso di essere reintegrato.
In questa missione rivela una forte e costante volontà nei momenti difficili.  Ma poco dopo lascia di nuovo l’esercito per intraprendere una pericolosa esplorazione in Marocco (1883-1884).
Durante questo viaggio, nella clandestinità, travestito da povero ebreo, sperimenta la vita degli esclusi. La testimonianza della fede dei mussulmani risveglia in lui questo interrogativo : Dio esiste ?             

E in lui nasce questa preghiera : « Mio Dio, se esisti, fa che Ti conosca ».
Rientra in Francia, per ricevere un prestigioso premio come geografo, per gli studi fatti in Marocco, Nello stesso periodo ritrova la discreta ed affettuosa accoglienza della sua famiglia, profondamente cristiana. Si mette in ricerca e chiede ad un sacerdote di istruirlo sulla fede cattolica. Don Huvelin, gli propone di confessarsi e di fare la comunione, Charles ritrova Dio nell’ottobre del 1886.  Ha 28 anni.

« Appena credetti che c’era un Dio, compresi che non potevo far altro che vivere per Lui solo ».

Un pellegrinaggio in Terra Santa gli rivela la sua vocazione : seguire ed imitare Gesù nella vita di Nazareth.

Vive 7 anni alla Trappa, prima in Francia poi in Siria. In seguito vive da solo, presso le Clarisse di Nazareth. nella preghiera, nell’adorazione, in una grande povertà, Ordinato sacerdote a 43 anni (1901), si reca in Algeria,nel deserto del Sahara : vuole essere monaco-missionario.   A Beni Abbès, costruisce il suo “monastero “ : una cappella, una stanza, un luogo per accogliere i viaggiatori, i poveri, chiunque gli chieda aiuto. La sua missione : permettere che Gesù si manifesti attraverso la sua vita con  la preghiera, la meditazione della Parola, l’adorazione eucaristica, nell’incessante desiderio di essere, per ogni persona il “fratello universale “. 
« Vorrei essere buono perché si possa dire : Se tale è il servo, come sarà il Maestro ? »

 Povero tra i poveri, viaggia molto per incontrare i più lontani. Si trasferisce più a sud a Tamanrasset per vivere con i nomadi Tuareg dell’Hoggar. Diventa il loro fratello, il loro amico, il Marabutto (il saggio).  Rispetto, amicizia e fiducia sono il suo modo di dire : «Gesù vi ama ».

Fa di tutto per migliorare le condizioni di vita dei suoi amici. Tra l’altro intraprende un importante lavoro linguistico sulla lingua Tuareg, per poter trasmettere il messaggio evangelico.

La sera del l° dicembre 1916 viene ucciso da una banda di predoni di passaggio.

Sognava di condividere la sua vocazione con altri, infatti pensava che la “vita di Nazareth “ può essere vissuta da tutti ed ovunque. Oggi la famiglia spirituale di Charles de Foucauld comprende diverse associazioni di fedeli, comunità religiose ed istituti secolari di laici o sacerdoti nel mondo intero.

 

la sua preghiera:

Padre mio,
io mi abbandono a te:
fa’ di me ciò che ti piace.
Qualunque cosa tu faccia di me,
ti ringrazio.
Sono pronto a tutto,
accetto tutto,
purché la tua volontà si compia in me
e in tutte le tue creature.
Non desidero niente altro, mio Dio.
Rimetto la mia anima nelle tue mani,
te la dono, mio Dio,
con tutto l’amore del mio cuore,
perché ti amo.
Ed è per me un’esigenza d’amore il donarmi,
il rimettermi nelle tue mani senza misura,
con una fiducia infinita
perché tu sei il Padre mio.