Una vita religiosa di condivisione e di solidarietà

“Vivere in modo tale che i poveri si sentano rispettati.
Il nostro amore trovi il miglior cammino per raggiungerli,
attraverso quello che  chiamarei un amore di amicizia.”   
Padre René Voillaume 
il nostro fondatore

“La promozione umana è parte costitutiva della missione di evangelizzazione.

Con essa vogliamo manifestare l’amore misericordioso del Signore nella solidarietà con i poveri.

Nei luoghi in cui viviamo, ci uniamo agli sforzi di un popolo per “mettersi in piedi”, cioè per ritrovare la propria dignità.”
(Costituzioni libro II, 32.5 del libro I)

“Prendiamo sempre più coscienza della necessità di agire in collaborazione con altre persone o associazioni che lavorano per costruire un mondo di pace, più giusto e solidale. […] Ci sentiamo d’investire in processi educativi che tengano conto della formazione integrale delle persone, della dimensione umana e de quella spirituale. Contemporaneamente, ci impegniamo per uno sviluppo duraturo dei popoli: collaboriamo a promuovere microprogetti dove i poveri siano attori della propria liberazione , appoggiamo le iniziative di commercio solidale, favoriamo il lavoro comunitario e la partecipazione di tutti.” ( Capitolo 2007)

 

«Portami a scuola ! mi diceva una fragile voce di bambino facendo scivolare la sua manina nella mia, sorprendendomi così nel mio camminare veloce verso la parrocchia, una mattina come tante altre. Sì, qual è quel bambino o quel giovane che non vorrebbe portare una bella divisa e varcare cosi la soglia di una scuola ?

I genitori si sentono combattuti fra la convinzione che la scuola è un bene per i loro figli e l’impossibilità economica a farsene carico. Allora calcolano, cercano e ricercano come e dove trovare i soldi necessari… E’ in questa situazione e su richiesta delle famiglie che abbiamo sostenuto la scuola parrocchiale “La Fraternita”.»

Dopo il sisma , le sorelle , proponongono in un centro chiamato” Kay Chal”, l’insegnamento per quei bambini denominati restavèk. Bambini che vivono come domestici presso delle famiglie e che, in cambio di un tetto e qualcosa da mangiare, rendono diversi servizi come cercare l’acqua, lavare i panni, fari i mestieri. A Kay Chal un gruppetto di bambini tra 10 e 18 anni può imparare a leggere e scrivere. Nel pomeriggio il centro si anima… diverse attività sono proposte ai bambini e ragazzi del quartiere.»  (Port-au-Prince – Haiti)