25 anni “viaggiando” coi i nomadi

Per più di 25 anni, le piccole sorelle Chantal, Jacqueline e Marie Thérèse hanno vissuto nomadi con i nomadi, fermandosi con il camper e la roulotte nei campi nomadi … Oggi, anche se si sono in parte sedentarizzate e vivono nella fraternità di Bonnefamille, vicino a Lione, restano tuttavia fedeli al mondo dei nomadi e testimoniano le difficoltà e le gioie di questa vita.

 

In un campo, nella Francia Centrale …

Siamo esterrefatte, guardiamo bruciare una casa, circondate da donne e bambini che piangono, che hanno perso tutto … gli uomini mettono rapidamente al riparo le roulotte … i pompieri sono al lavoro, ci vorrà tutta la mattina per spegnere il fuoco … arrivano i famigliari, qualche amico … questo incendio è certamente doloso ed è la terza volta che si ripete in pochi mesi per questa famiglia: hanno perso sette roulotte e adesso anche la casa.

Ci vuole un bel coraggio per appiccare il fuoco ad una casa dove si sa che ci sono solo donne e bimbi piccoli. Devono la vita a un fattorino che, passando da quelle parti alle 7 del mattino, ha visto del fumo uscire dalla casa: ha svegliato tutti, ha fatto uscire i bambini, ha chiuso il gas e ha chiamato i pompieri. Povera famiglia! La prima presso la quale c’eravamo fermate 20 anni fa arrivando nella regione del Berry … Il padre è deceduto un anno fa, due figli sono morti di morte violenta, i generi sono in prigione, drammi, storie complicate, ragazzi sempre al limite dell’illegalità … e le donne cercano di far fronte alla situazione, tengono duro, crescono i bambini nella precarietà, resistono con coraggio e anche con la fede, nonostante tutto, la loro preghiera è un grido verso Dio … “Signore, non ne posso più” ci diceva la madre.

Questo incidente è significativo del vissuto difficile di molte famiglie “manuche” del Berry. Grazie a Dio non ci sono tutti i giorni dei drammi così, ma spesso la sedentarizzazione porta con sé anche povertà, miseria, disadattamento …

Dovrebbero poter continuare a viaggiare, ma da molto tempo le roulotte si sono fermate, l’erba ha invaso ruote e assi e l’umidità le arrugginisce … non hanno il permesso di circolazione, né l’assicurazione e i veicoli sono in pessimo stato … anche nel mondo dei nomadi, il loro mondo, sono disadattati e sopravvivono come possono. E’ un processo che non è nuovo e che non riguarda solo loro, quante minoranze nel mondo hanno le stesse difficoltà! Ce ne sono alcuni che riescono a cavarsela, che cercano di trovare un posto nella società, di dare un futuro ai loro figli, senza perdere troppo la propria identità … La realtà dei manuche del Berry, è anche quella di molti altri nomadi.

Noi abbiamo fatto un lungo cammino con questi “piccoli” e sentiamo quanto le relazioni create si siano ormai diventate amicizia, accompagnamento , a volte,  condivisione profonda, quasi sempre … non abbiamo fatto granché con loro, se non stabilire delle relazioni semplici e profonde, riconoscendoli per ciò che sono: nostri fratelli e  sorelle … L’annuncio del Vangelo è passato, e continua a passare per questi canali, nel rispetto e nell’ascolto di ciò di cui hanno bisogno per crescere.

Dalla primavera fino a tutto agosto, è per noi il periodo dei viaggi: nel Berry per dei funerali e per visitare le famiglie conosciute … poi i tre grandi pellegrinaggi, le Sante Marie del mare, Ars e Lourdes, che ci permettono di vivere insieme dei tempi forti, per consolidare le relazioni, per incontrare molta gente, vecchi e nuovi amici.
Dopo, durante l’anno, manteniamo i contatti con le telefonate e con i messaggi … fino agli incontri dell’estate successiva.

A livello nazionale, la pastorale dei nomadi sta rinnovandosi profondamente: per la prima volta nella storia il responsabile è un manuche (lo conosciamo da oltre 30 anni) e il suo assistente è pure un giovane manuche; sono accompagnati dal cappellano nazionale del mondo dei giostrai e da un diacono di Metz. Anche il vescovo responsabile conosce molto bene questa gente nomade, abbiamo lavorato con lui per oltre 10 anni. Questa nuova equipe ci fa sperare che i nomadi abbiano un posto  nella Chiesa e che ciò li stimoli ad impegnarsi ulteriormente, là dove vivono, a servizio dei loro fratelli. Apprezziamo l’impegno di questo gruppo per i più poveri, per quelli che non si spostano e che non fanno parte di nessuna comunità carismatica.
Il rinnovamento del gruppo passa anche attraverso la presenza e il lavoro dei diaconi e delle loro mogl: data la carenza di preti, i Vescovi nominano sempre di più dei diaconi come cappellani.

 A Bonnefamille, questi due ultimi anni, abbiamo intensificato la nostra presenza presso i nomadi del territorio, molto numerosi nell’Isère … sono un po’ diversi nel loro modo di vivere rispetto ai manuche del Berry. Per lo più sono del gruppo Yeniche: più “ambiziosi”, più adattati al nostro mondo, più desiderosi di riuscire … questo non impedisce che ci siano problemi, anzi a volte li complica!
Per il momento abbiamo scelto di essere presenti nel territorio vicino a noi … e ad altre famiglie meno raggruppate . È già un bel po’ di gente!

Andare nei campi nomadi significa: molte visite, date e ricevute, presenza quando c’è qualche avvenimento, preparazione ai sacramenti, accoglienza quando vengono nella nostra fraternità.

Per il clan di Bourgoin (la città vicina) l’impegno è anche maggiore; infatti il loro cappellano si è ritirato per raggiunti limiti di età e le donne ci hanno chiesto di fare il catechismo ai bambini. Abbiamo accettato a condizione che anche loro si coinvolgano; ne è nato un lavoro d’équipe in una bella collaborazione ed amicizia. Ci tengono molto e questo è anche occasione di formazione per loro stesse; è una catechesi semplice, ma che le obbliga a leggere la Parola di Dio, a preparare ciò che devono fare con  i bambini … Entusiaste di questa esperienza sette di loro hanno chiesto la cresima e si sono preparate con molta costanza e serietà per diversi mesi.
Nel lavoro di evangelizzazione collaboriamo con un diacono, con sua moglie ed con un’amica di Villefontaine, molto in gamba.
Bonnefamille è veramente una fraternità d’accoglienza, infatti delle famiglie nomadi, amiche di lunga data, cominciano a venire per passare qualche giorno di condivisione e di preghiera con noi. Le famiglie più vicine a volte vengono per la messa e per un pasto insieme.

 

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